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"IL NIDO DI SPIE" AMERICANO A TEHRAN
L'ambasciata americana a Tehran fu occupata da un gruppo di giovani studenti il 4 novembre 1979, quale ritorsione contro l'ingresso negli USA dello Scià, in esilio, per essere sottoposto a cure mediche. Il personale dell'ambasciata preso in ostaggio, inizialmente composto da 66 persone ridottesi poi a 52 dopo la liberazione del personale di colore e delle donne e successivamente di un ostaggio gravemente malato, venne tenuto in ostaggio per 444 giorni. La liberazione, coincidenza o no, avvenne proprio durante l'insediamento del presidente Reagan il 20 gennaio del 1981, segnando definitivamente la fine della travagliata presidenza Carter. Molto è stato scritto su quest’episodio. E probabilmente l'occupazione dell'ambasciata americana a Tehran, durante le prime concitate fasi della storia post-rivoluzionaria dell’Iran, ha rappresentato il maggiore shock per l'opinione pubblica americana dopo l'attacco a Pearl Harbour e prima dell'11 settembre. Andando a creare un pregiudizio trasformatosi nel corso degli anni sino alla paura. Se in America ancor oggi l'Iran è considerato il nemico numero uno, la ragione è in larga parte collegata a questo episodio. E sarà difficile convincere gli americani, quando sarà il momento, che l'Iran di oggi è profondamente diverso da quello rivoluzionario del 1979 e che qui, incredibilmente, loro sono largamente amati ed ammirati. A differenza di gran parte del Medio Oriente. Autore: Nicola Pedde, Globe Research
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